Giornalista per passione
Lunedì 19 Giugno 2006
Un’esperienza bella, ma difficile. Da oristanese sono stato per un anno giornalista televisivo a Reggio Calabria. Una scelta d’amore la mia, qui infatti risiede la mia dolce metà.
Ho fatto praticamente tutto quello che un operatore dell’informazione può fare. Dalla conduzione del tg (nella foto mi vedete prima di andare in onda), rassegne stampa e anche le tribune politiche. Per il telegiornale ho realizzato circa 600 servizi. Ho svolto attività di coordinamento del telegiornale con compiti importanti di impaginazione e titolazione.
Mi è capitato anche di fare il cameraman in studio.
Sono arrivato a Reggio, nel Febbraio del 2005 e solo a fine maggio ho cominciato la mia collaborazione con RTV (Reggio Tv).
Sotto il profilo dell’esperienza giornalistica è stato davvero bello per uno come me che vivrebbe solo “con” e “per” l’informazione.
Avevo così voglia e passione (ne ho anche adesso, ma non posso metterla a frutto) di lavorare che passavo praticamente giornate intere in televisione.
Mi è capitato più di una volta di entrare in tv alle 6 del mattino per condurre in diretta la lettura dei quotidiani (uno dei programmi più seguiti dell’emittente reggina), per poi andare via dopo aver condotto l’ultima edizione del tg, quella delle 23.30.
C’è da dire poi che dal punto di vista giornalistico non sono mancati gli spunti che hanno portato la provincia di Reggio ad essere sotto i riflettori nazionali del mondo dei media.
L’omicidio di Franco Fortugno, dal 16 ottobre, sino alla cattura dei killer materiali, infatti ha visto la costante attenzione delle tv e dei giornali di tutta Italia per Reggio Calabria.
E proprio in quell’occasione, di fatto sono stato io a coordinare l’edizione straordinaria di quel TG, durata diverse ore, nella sera in cui a Locri veniva assassinato, nel seggio delle primarie dell’Unione, il vicepresidente del consiglio regionale.
Tra le cose più positive, come esperienza lavorativa, ci sono state per me le elezioni. Sia le tribune politiche, ma anche gli speciali elettorali. La politica, con l’ambiente oltre alla cronaca, sono stati gli argomenti di cui mi sono più occupato e che più mi appassionano.
Ho voluto caratterizzare la mia presenza all’inizio un po’ per gioco, ma poi per scelta precisa, anche sotto l’abbigliamento in video. Stufo della solita cravatta dopo aver messo nelle prime letture del tg il maglione a collo alto, mi è venuta la brillante idea del “papillon”. Originale, no? Ormai quasi nessun collega giornalista ne fa uso.
Dunque voi immaginatevi il tg di RTV condotto da me, a Reggio Calabria, oristanese purosangue e con il farfallino al collo!
Non passava giorno che la gente non mi riconoscesse per la strada. Da questo punto di vista è stato impressionante, per me che non ero abituato a tanta popolarità.
Andrea Atzori




